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URA_Residenze 2016
URA _ Residenze è un bando nazionale che promuove il teatro contemporaneo e la nuova creatività. Si rivolge a compagnie o a singoli artisti che stiano avviando, portando a compimento un nuovo progetto o riallestendo una produzione. Il bando si rivolge a tutte le compagnie e ai singoli artisti presenti sul territorio nazionale offrendo una residenza creativa della durata di venti giorni, un contributo di produzione e l’inserimento della creazione ultimata nel programma URA _ Rassegna / Fuori Traccia.

Sono state tre le residenze artistiche realizzate nel 2016 presso la Pieve di San Giovanni Battista di Goregge, sede del Centro Teatrale Umbro. I progetti di residenza hanno potuto aver luogo dopo un’attenta selezione delle Compagnie Teatrali proponentesi al bando di partecipazione URA_Residenze, pubblicato dal Centro Teatrale Umbro nel mese di giugno. Gli artisti in residenza sono stati coinvolti in scambi con le scuole del territorio, attraverso incontri con gli studenti, a scuola e in residenza, per la condivisione del work in progress della creazione. 

Alle compagnie o ai singoli artisti, presenti sul territorio nazionale, che stavano avviando o portando a compimento un nuovo allestimento, il Centro Teatrale Umbro ha offerto una residenza creativa della durata di quindici giorni, un contributo di produzione e l’inserimento della creazione ultimata nel programma URA _ Rassegna. A tutte, inoltre, s’è provveduto a fornire assistenza tecnica e organizzativa per la gestione della residenza stessa.

 

Gessetti&Straccetti: Dottor Jekyll e Mister Hyde/i buoni lo pensano, i cattivi lo fanno
Dal 1 al 9 Ottobre e dal 2 al 12 Novembre, Centro Teatrale Umbro, Gubbio PG

Jekyll è un medico grigio, annoiato, ossessionato dai sensi di colpa, pieno di inibizioni, eppure colmo di ogni tipo di desiderio vietato. Fa esperimenti e, a forza di bere intrugli, genera un altro sé stesso, mister Hyde, che mette in pratica tutto ciò che il dottore, mite solo per ipocrisia e paura, vorrebbe fare. Il primo soffre le pene dell’inferno, l’altro si diverte, gode, e non pone freno alle fantasie che Jekyll imprigiona da sempre. Il risultato è una storia dove – senza bisogno di una sola parola – si ride con gusto di ciò che è vietato ridere: vecchiette petulanti schiacciano topi e girano per la città arme di lunghi coltelli, preti e poliziotti non si negano qualche vizietto, bambine diaboliche torturano impietosamente chiunque si metta sulla loro strada, mentre Jekyll si innamora dell’immancabile, bellissima, fioraia cieca, il povero vecchio Paul, maggiordomo del dottore, corre dalla mattina alla sera, e Hyde provoca incidenti stradali e omicidi a catena. Tranquilli, però: lo spargimento di sangue non è garantito, perché questo è solo un gioco, teatro musica e travestimenti, esorcismo collettivo dove i buoni vincono sempre. Uno spettacolo liberatorio, insomma, contro l’ipocrisia, i sensi di colpa e i ben pensanti che – si sa – sono quelli che pensano peggio.

 

Compagnia Teatropersona: Il Principe Mezzanotte
Dal 10 al 30 Ottobre,
Centro Teatrale Umbro, Gubbio PG

“Il Principe Mezzanotte” è uno spettacolo per ragazzi e adulti diverso dal solito. Il contenitore scenico consiste in una struttura autoportante di 50 mq completa di service luci e audio (un avvolgente e invisibile effetto dolby surround). Tale struttura può essere allestita ovunque (teatri, palestre, auditorium) purché di adeguate dimensioni (spazio minimo di 100 mq). La scenografia è stata pensata per creare una “stanza magica”, onirica, alla quale gli spettatori possono accedere solo passando per un inusuale pertugio: un comò. Anche questo oggetto è stato appositamente realizzato per diventare una piccola porta una volta privato dei cassetti. Una reale possibilità per i piccoli e grandi spettatori di poter entrare in un’altra dimensione, vivere un’esperienza fantastica come spesso solo nei libri può accadere. La struttura, che ricorda un piccolo chapiteau di un circo romantico ed elegante, può ospitare circa 100 bambini che saranno fatti accomodare su panche e comodi cuscini. Lo spettacolo sarà anzitutto un evento visivo e un’esperienza indimenticabile per i bambini, una vera porta dimensionale, un piccolo rito iniziatico post moderno. Il Principe Mezzanotte è vittima di una maledizione: quando incontrerà il vero amore sarà destinato a trasformarsi in un essere mostruoso. Per sottrarsi a tale destino decide di non innamorarsi mai, si rinchiude in un maniero fumoso e vive da solo, triste e malinconico. Ma una notte un gran trambusto lo distoglie dai suoi pensieri: qualcuno è entrato nel suo castello e quel qualcuno è la ragazza che ha sempre sognato e … temuto.
Come farà a spezzare l’incantesimo senza perdere il suo amore?
Un carosello di personaggi buffi e grotteschi ci porteranno nel mondo di questa fiaba delicata e ricca di un’ironia che non incrina, ma fa volare…
“Il Principe Mezzanotte” è una fiaba positiva e romantica raccontata con uno stile insolitamente noir, misterioso e poetico. L’ambientazione e i personaggi sembrano usciti da un film di Tim Burton, gotici e allo stesso tempo dolci, insoliti e per questo ancora più umani. Il desiderio alla base della creazione dello spettacolo è quello di dar vita a una favola capace di toccare il cuore degli adulti e la fantasia dei bambini, di rendere il diverso e l’ignoto più interessanti del quotidiano e del consueto.

 

Associazione Artivarti: Le donne, la Grande Guerra, la Carnia, studi di relazioni
Dal 1 al 21 dicembre,
Centro Teatrale Umbro, Gubbio PG

“Le donne, la Grande Guerra, la Carnia, studi di relazioni”, è un progetto di spettacolo che si sta sviluppando attraverso un’ attenta ricerca e documentazione sui fatti realmente accaduti durante la Prima Guerra mondiale per costruire una drammaturgia di indagine volta, per alcuni aspetti a tramandare questa storia coraggiosa ed appassionante, per altri a mettere lo spettatore in condizione di immedesimarsi e quindi domandarsi dove si possa trovare oggi quel coraggio di affrontare le salite che la società impone. Protagoniste saranno Le Portatrici, ma anche tutte le donne che in qualche forma hanno trovato il coraggio di contribuire in maniera attiva alla cruenta vita di trincea. L’esigenza di parlare delle portatrici in particolare, attraversando nel loro intimo la crudeltà degli eventi bellici, arriva soprattutto dalla volontà di tramandare la forza, la tenacia e la volontà di queste mogli, di queste madri, che hanno messo in pericolo la loro stessa vita  per portare un po’ di “casa” agli uomini al fronte. Questo è l’aspetto che tra tutti ci interessa affrontare: il loro essere “casa” in un luogo dove l’accoglienza era annientata. Queste donne trasportavano nella gerla (gej nel dialetto carnico), tutti i rifornimenti che non era possibile trasportare attraverso le strade con mezzi e carri. Lo facevano a piedi, per 7-8 ore al giorno, percorrendo dislivelli di 1000 m circa, a volte a piedi scalzi con la neve che arrivava fino alle ginocchia. Nel loro cesto, che ad ogni viaggio pesava oltre 40 kg, portavano cibo, munizioni, materiali per la costruzione di ricoveri, mulattiere e trincee e poi ancora lastre, pietrisco e legname. La cosa che però più serviva agli uomini che su quelle vette erano condanatti a vivere come bestie da macello, era la cura di qualcuno che li facesse sentire ancora, anche per quei pochi minuti al giorno, degli esseri umani. Nella gerla, non mancavano i panni da lavare che ad ogni viaggio riportavano freschi di bucato, un gesto di semplicità consueta, che però in quel vivere nel fango freddo, come vermi, dava conforto.
Un sorriso gentile insieme alle notizie del paese, anche questo portavano e mentre consegnavano gli strumenti di morte, la loro presenza regalava, per un attimo ancora, una speranza di vita.